Chris Versteeg
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Chris Versteeg, nato nel 1977, lavora come grafico e illustratore nello studio di design Projekt C di Rotterdam ed è caporedattore nonché editore della rivista Street and More. "Da bambino amavo disegnare, andare sullo skateboard e non combinare nulla di buono. Nei primi anni '90, mi sono avvicinato al mondo dei graffiti, che è rimasto una passione profonda per anni. Mi sono divertito tantissimo a dipingere, arrampicarmi su recinzioni, finire per passare la notte nei locali, dormire fuori e viaggiare per tutta Europa conoscendo gli amici di una vita. Dopo essermi diplomato al Grafisch Lyceum di Rotterdam, ho proseguito gli studi alla Willem de Kooning Academy, nella stessa città, ma ho lasciato dopo un anno e mezzo per iniziare a lavorare. La scelta migliore che potessi fare! Oggi passo la maggior parte del mio tempo in ufficio, lavoro su illustrazioni, riviste, libri e quadri, ma di tanto in tanto scappo a dipingere fuori. I miei lavori attuali, sia digitali che manuali, sono un'ottima combinazione di puro stile grafico e connotazioni naturali e industriali, che si amalgamano senza perdere alcuni di quegli importanti elementi della street art e della vita metropolitana."
INTERVISTA
COME DESCRIVERESTI IL TUO STILE?
Direi che il mio stile è una combinazione di illustrazione grafica pura e classica con elementi naturali e architettonici, uniti a un po' di surrealismo. La maggior parte dei miei lavori sono composizioni estetiche, ma a volte cerco di scivolare un po' nel simbolismo classico.
COSA SIGNIFICA PER TE "OFF THE WALL"?
Un album del 1979 di Michael Jackson, "Don’t Stop 'Til You Get Enough"! No, credo sia un'espressione usata dai primi skater per descrivere il momento in cui sono sospesi in aria e quindi fuori dal muro. Per me sono più importanti le cose "sul" muro, ma questa è un'altra storia ;)
QUALI SONO LE TUE PRINCIPALI FONTI DI ISPIRAZIONE?
Potrà sembrare un po' scontato, ma traggo molta ispirazione dalla natura e dalle sue infinite forme e manifestazioni. Però mi lascio ispirare anche dal suo opposto: l'architettura delle grandi città e la sua logica geometrica. E ho anche un debole per le automobili, gli aeroplani e i macchinari degli anni '60 e inizi '70.
QUAL È STATO IL TUO PRIMO PAIO DI VANS?
Mi pare un paio di Skate Low o Authentic blu navy, ma non ne sono proprio certo in realtà.
QUALI DELLE REAZIONI AI TUOI LAVORI SONO TRA LE TUE PREFERITE?
Oggi la gente si esprime più che altro con emoji, quindi se ricevo un pollice in alto, uno smiley, uno smiley grande, un cuore, un 100 o le mani che battono e una doppia birra, sono contento.
SE POTESSI REALIZZARE UNA COLLABORAZIONE CON UN ARTISTA QUALUNQUE, VIVENTE OPPURE NO, CHI SCEGLIERESTI?
Oh, ce ne sarebbero un bel po'! Prima di tutto, Charley Harper, un illustratore americano con una carriera piena zeppa di lavori, dipinti di nature estremamente stilizzate e ancora oggi di grande attualità. Un altro è Kawase Hasui, artista giapponese noto per le sue xilografie. Ammiro il metodo creativo di entrambi gli artisti, la loro grande dedizione e i sottili dettagli nelle loro opere. Ma visto che entrambi sono fuori la mia portata, direi che lavorerei volentieri con qualcuno dalle abilità del tutto diverse, ad esempio nella ceramica, nell'abbigliamento, nel confezionamento, e unirei le forze per realizzare qualcosa di unico.
QUALI DEI TUOI LAVORI SONO TRA LE TUE CREAZIONI PREFERITE?
Sono ancora molto entusiasta del lavoro che ho realizzato per il Vans Downtown Showdown, ma anche il grande murale che ho fatto per Brouwerij Noordt a Rotterdam e le slip-on taglia 66 non sono da meno.
CHE PROGETTI HAI PER IL 2017/2018?
Avrei intenzione di vincere la lotteria! E poi troverei una bella casetta vicino a un bosco o al mare e passerei il resto della mia vita a dipingere e viaggiare con mia moglie e i miei figli. Sono un ragazzo semplice.