Leo
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LEO GAVAGGIO

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Mi chiamo Leo, ho 34 anni e sono nato e cresciuto a Marsiglia, nel sud della Francia. Da giovanissimo, ero ispirato dalle personalità estroverse degli abitanti della mia città di origine, dove non si tiene mai la lingua (e nemmeno le emozioni!) a bada. Disegno sin da bambino e ho iniziato a tatuare a 20 anni. Questo mi ha permesso di abbandonare i lavori ingrati e di concentrarmi sulla mia arte. Nove anni fa, mi sono trasferito a Parigi, dove gira più denaro e ho gestito con un gruppo di altre persone un noto marchio di abbigliamento. Inoltre, la città offriva maggiore richiesta di tatuaggi, e questo mi ha permesso di sviluppare una mia rete e una clientela. Da allora, ho messo su il mio negozio, L’Encrerie, con il mio partner Jey Noname. Oggi, sono circondato da artisti meravigliosi e stimolanti. Abbiamo dato vita a un ambiente motivante, che permette alla nostra creatività di fluire libera. Questo è il mio obiettivo finale.
INTERVISTA
COME DESCRIVERESTI IL TUO STILE?
Linee pulite, due diversi tipi di spessore. Niente ombreggiature, semplice da guardare, facile da sentire: qualcosa da percepire nel cuore e nella mente.
COSA SIGNIFICA PER TE "OFF THE WALL"?
Evoca l'idea di guardare oltre il muro della conoscenza standardizzata che ci viene imposto nel sistema scolastico francese.
QUALI SONO LE TUE PRINCIPALI FONTI DI ISPIRAZIONE?
Vengo ispirato dai momenti positivi e negativi che tutti noi viviamo. Dalla quantità enorme di fumetti che ho letto da bambino, insieme alle favole di La Fontaine, ai libri di narrativa sulla natura umana, al linguaggio ermetico dei geroglifici egizi che mostrano corpi umani con teste precise di animali: tutto ciò è mescolato nella mia arte, per esprimere le caratteristiche di una persona e il suo ambiente. Cerco di portarli alla luce attraverso brevi illustrazioni, momenti di vita spontanei, in cui tutti possono identificarsi. Sono affascinato dall'istinto animale di fondo che è in ognuno di noi, quell'istinto che cerchiamo di mascherare sotto i vestiti o con il modo in cui ci esprimiamo.
QUAL È STATO IL TUO PRIMO PAIO DI VANS?
Le Slip-on nere classiche, senza lacci. Una forma classica e semplicemente bella che rende la scarpa un discreto mezzo di espressione personale. Comode.
QUALI DELLE REAZIONI AI TUOI LAVORI SONO TRA LE TUE PREFERITE?
Semplicemente, quando qualcuno mi dice di identificarsi con uno dei miei disegni.
SE POTESSI REALIZZARE UNA COLLABORAZIONE CON UN ARTISTA QUALUNQUE, VIVENTE OPPURE NO, CHI SCEGLIERESTI?
Una collaborazione con sir Alejandro Jodorowski.
QUALI DEI TUOI LAVORI SONO TRA LE TUE CREAZIONI PREFERITE?
Baby-Lone che illustra come le donne metropolitane di oggi facciano i conti con le loro lotte emotive, attraverso molto umorismo.
CHE PROGETTI HAI PER IL 2017/2018?
Viaggiare molto e incontrare nuova gente che mi dia nuovi spunti di ispirazione.