Danielle Bonnet, alias Dani B, è una neon artist che risiede a Los Angeles. Per questo progetto, ha creato un’insegna al neon di un’aquila (120 cm x 120 cm) che rappresenta la sua personale visione di denaro, potere e libertà in America. Nata a Las Vegas (Nevada), Dani viene introdotta all'arte dai nonni che gestivano un’attività commerciale di riparazioni neon, tradizione di famiglia che sta portando avanti con il suo approccio creativo.

Christopher Martin è un artista multidisciplinare che esplora la diaspora afroamericana attraverso le sue opere d'arte. Chris lavora nel mondo dei tatuaggi, delle illustrazioni e degli stendardi cuciti a mano. Tutte le sue opere sono caratterizzate da immagini audaci che raccontano la sua visione della cultura e della storia afroamericana in America. Per questo progetto ha realizzato un cortometraggio basato sui temi e sull'iconografia che stanno alla base della sua pratica artistica.

Le opere di Annabell Lee, di base a Los Angeles, sono caratterizzate da un'estetica DIY, colori sgargianti in stile anni '80 e dai suoi personalissimi "assemblaggi". Per questo progetto ha creato una collezione di cuscini dipinti e cuciti a mano. Nell’ambito della moda fai-da-te, Annabell si concentra sulla realizzazione di capi e tele dipinti a mano, e spesso oscilla tra i ruoli di pittrice, designer e fotografa.

Anthony Acosta è un fotografo professionista di skateboard con base a Los Angeles (California). Il suo lavoro è apparso sulle riviste di tutto il mondo ed è stato un fotografo dello staff Vans per 13 anni. Per questo progetto ha lavorato con un gruppo di amici alla costruzione di una camera oscura completamente funzionante per elaborare e stampare pellicole in casa.

Karla Almendra è un'artista tessile di Guadalajara, in Messico, che lavora con fibre e coloranti naturali. Per questo progetto ha utilizzato una varietà di piante estraendone il colore e i pigmenti per creare una collezione di banner in tela, abbigliamento e scarpe elaborati con tinture naturali.

Eloise Dörr è una skater e artista di Londra. Per questo progetto ha creato un trittico di skateboard dipinti. Spesso il suo lavoro ritrae personaggi sullo skateboard, a volte di grandi dimensioni, a volte piccoli, altre una via di mezzo. Fa vivere loro dei viaggi in cui le parole d’ordine sono curiosità e voglia di girovagare, in solitudine o tra la gente.

Alex Jenkins è un illustratore e fumettista del sud di Londra. Il lavoro di Alex esplora spesso argomenti satirici e di critica attraverso uno stile caratteristico e intenso. Cerca di evitare ogni tipo di ricercata ostentazione e ama l'umorismo, utilizzando spesso elementi assurdi e surreali. Per questo progetto ha dato vita a uno dei suoi personaggi realizzando una scultura in fibra di vetro alta 1,82 m.

Start From Zero è nata come crew di street art a Hong Kong per poi trasformarsi in un collettivo artistico che produce abbigliamento streetwear e oggetti in legno. Oltre allo streetwear e ai prodotti per la casa, creano oggetti in legno fatti a mano per la segnaletica nei negozi al dettaglio e per la grande comunità creativa in generale. Per questo progetto hanno creato uno sgabello esclusivo.

Rewina Beshue è un'illustratrice, graphic designer e digital artist di San Francisco, California. Ha iniziato a fare grafica alle superiori per poi studiare design e comunicazione visiva alla San Francisco State University. I suoi disegni geometrici esplorano le idee di memoria e tempo, con chiari riferimenti alle teorie della quarta dimensione.

Chris Johanson è un artista che attualmente vive tra Portland e Los Angeles. Johanson gioca con la figurazione e l'astrazione, utilizzando queste due modalità di lavoro come tecniche espressive interconnesse per trasmettere le sue forti convinzioni su ambientalismo, comprensione e coesistenza pacifica. Per questo progetto ha collaborato con gli studenti del KSMOCA (King School Museum of Contemporary Art) di Portland (Oregon) per creare una collezione di sculture in cemento ispirate ai loro disegni.

Erma Fiend è una società di animazione multimediale che prende vita dai lavori del Giphy artist Lee Friend Roberts. Per questo progetto ha creato un autoritratto animato in loop.

Lalese Stamps è una ceramista e grafic designer che attualmente risiede a Columbus (Ohio). La sua recente collezione, 100 Mugs in 100 Days (100 tazze in 100 giorni), mette in mostra le sue diverse creazioni. È la fondatrice di Lolly Lolly Ceramics e per questo progetto ha realizzato un vaso in ceramica oversize.

Gaudmother è l’alias con cui l'artista di West Philadelphia Brit Rodriguez porta avanti il suo esperimento di ricerca autodidatta. Con Gaudmother, Brit spera di dare l'esempio incoraggiando le persone a fare qualsiasi cosa abbiano in mente, con qualsiasi cosa abbiano a disposizione, il prima possibile. L'arte è una medicina e il tempo che abbiamo per stare bene è limitato. Per questo progetto ha creato un tappeto fatto a mano.

Hyunjun Koo è uno skater e artista di Seul (Corea). Facilmente identificabile dall’approccio colorato ed espressivo con cui fa arte e va sullo skateboard, Hyunjun passa molto tempo negli skatepark locali sfoggiando complessi trick degli anni '80. Il suo amore per la musica metal e punk, e più in generale per la cultura anti-sistema, è una forza trainante sia nei suoi lavori artistici che nel suo modo di andare sullo skate. Per questo progetto, Hyunjun ha creato un pezzo di grip tape art unico nel suo genere.

Su Wukou è un fashion designer di Guangzhou (Cina). Con un background in architettura e design urbano, Su è noto per l'approccio riflessivo e ponderato con cui svolge il suo lavoro di stilista. Per questo progetto, Su ha creato una zine dedicata alla storia e ai collaboratori della sua recente collezione di prodotti “Year of the Ox” in partnership con Vans.

Alla fine del 2019, poco prima che il Covid-19 interrompesse le esibizioni dal vivo in tutto il mondo, abbiamo aperto le porte della House of Vans di Londra per le riprese di un video musicale di JPEGMAFIA, invitando le persone a contribuire dando libero sfogo alla propria creatività. Oltre 500 persone, con 500 prospettive diverse, hanno contribuito a creare qualcosa di immenso. Con centinaia di ore di contenuti video, le immagini e le riprese della folla sono state magistralmente montate con quelle della performance per dare vita a un fantastico video musicale. È nostra convinzione che tutti abbiano un lato creativo che non aspetta altro di essere ascoltato, e questo video ne è la prova.

Kelly Breez è un'artista multimediale di Miami (Florida), il cui lavoro spazia tra illustrazione, scultura, tufting (design tessile/filati), lavorazione del legno, pittura e lavori 3D multimediali di varia natura. Esamina le vite, le storie, le influenze e i segreti degli strani personaggi che rendono il sud della Florida una terra tropicale così speciale e abbandonata. Attraverso la sua arte, rende omaggio a questo lato anti-glamour della vita. Per questo progetto, ha creato un lavoro trapuntato a mano di grandi dimensioni realizzato con filati acrilici e di lana.

Franco Rivas, alias Pepe, è un surfista di 28 anni di Mar del Plata (Argentina). È uno dei due responsabili di una società di produzione video e collettivo d'arte, Amantes Del Fin di Amantes del Fin de Tarde (AFT), il cui focus sono il surf, le arti plastiche, la musica, lo yoga e il turismo sostenibile. Per questo progetto, ha deciso di creare una tavola da surf recuperata dagli scarti derivanti dal processo iniziale di modellatura.

Beatrice Domond, Justin Henry, Cher Strauberry e Corey Glick hanno almeno due cose in comune: l'amore per lo skateboard e la realizzazione di zine. Vivono e risiedono tutti negli Stati Uniti e fanno parte del Vans Skateboard Team. Ognuno di loro ha un'estetica e uno stile unici, così per questo progetto hanno lavorato individualmente sulle proprie skate zine, che sono poi state pubblicate in un'unica zine in edizione limitata.

Helena Garza è un'artista visiva che vive e lavora a Città del Messico (Messico). Ha iniziato il suo percorso artistico con la musica classica, la pittura e la fotografia analogica, prima di iniziare a lavorare in diversi ambiti quali murales, graphic design, animazione e VR. Il suo progetto più recente si chiama RAUDO.*Raudo è un'esperienza immersiva che nasce dall'esplorazione sonora e dall'installazione VR sviluppata insieme al musicista Bernardo Pérez.

Tuck Wai, alias Mister Tucks, è un artista con base a Singapore, fondatore del marchio Temple of Skate. Temple of Skate è il luogo che gli permette di esprimere la propria creatività attraverso le illustrazioni, condividendola con il mondo sotto forma di stampe, abbigliamento, zine e altro ancora. Per questo progetto, ha creato una xilografia.

Muzi, noto anche come “The Zulu Skywalker”, è uno dei musicisti più venerati e in vista del Sudafrica. L'artista di orgogliosa origine zulu proviene da un township di Empangeni, circa 140 km a nord di Durban. Le sue radici giocano un ruolo fondamentale nella musica che produce: fonde magistralmente urban music ed elettronica d'avanguardia con generi locali come Maskandi, Kwaito, Iscathamiya e il bubblegum pop degli anni '80 e '90.

Zhao Hao Sen, alias Candy, è un illustratore e animatore professionista nonché proprietario di CANDYMADE di Chengdu, nella provincia del Sichuan. Cura ogni aspetto delle sue animazioni, dal concept iniziale all'animazione finale, alle voci dei personaggi. Il suo senso dell'umorismo e i suoi personaggi originali sono gli ingredienti del suo colorato e bizzarro universo.

Jennifer Williams (1982) è un'artista autodidatta nata e cresciuta a Philadelphia. I gruppi rock e punk di fantasia sono un tema ricorrente nella sua arte, in particolare la band di sua creazione The Raven Call. I lavori di Jennifer sono un mix di realtà e immaginazione. Jennifer è un'ex componente della band Wonder Abyss e attuale membro di The Soapbox: Community Print Shop & Zine Library di Philadelphia.

Wavy è un designer di abbigliamento e artista visivo coreano. È il fondatore di Padotagi, un marchio di abbigliamento fortemente influenzato dalle massicce grafiche delle T-shirt anni '90, e collabora con celebrità locali per creare design davvero originali. Per questo progetto, Wavy ha utilizzato uno scatto iconico di Steve Caballero aggiungendo un'estetica orientale per realizzare una Cab T-shirt originale.

A partire da “Controller” del 2018, Channel Tres ha unito l'energia della Detroit techno e il groove della Chicago house con la rabbia del West Coast rap. La sua musica non è più per pochi eletti, come i Dj di musica dance avrebbero forse voluto che rimanesse. Negli ultimi due anni, Channel ha girato il mondo collezionando arene sold-out un po' ovunque, con fan illustri quali Elton John e Tyler the Creator. Per Channel, la musica consiste nel riconnettersi con il suo passato, che sia nei suoi testi o attraverso le influenze e la storia musicale che propone nelle sue produzioni. Per questo progetto, Channel ha creato una poesia spoken word.

Peter Sutherland è un fotografo e artista multidisciplinare di Salida (Colorado). Per questo progetto ha creato un film girato interamente in soggettiva in cui documenta ed esplora i vari aspetti della sua pratica fotografica.

Lei-Mai LeMaow è un'artista e designer di Liverpool, vive a Manchester e dipinge in tutto il mondo. Con un background nei graffiti che ha suscitato in lei una naturale passione per il lettering e la pittura su parete, per l'illustrazione e per il mondo dell'abbigliamento e delle scarpe, il suo lavoro è uno sfrontato mix di mezzi espressivi, stili moderni e tecniche.

Denzel Curry è un rapper, scrittore e fumettista di Carol City (Florida). Attualmente vive a Los Angeles, California. Per questo progetto, ha creato un poster con grafiche estratte dal suo prossimo fumetto “Hail Trials” e dalle sue esclusive Old Skool™ in collaborazione con Vans.

Orion Sun è un'artista visiva, polistrumentista e cantautrice di Philadelphia (Pennsylvania). Dopo che la sua famiglia ha perso la casa nel 2015, ha vissuto in hotel per quasi un anno prima di andare a vivere da sola, accampandosi a casa di amici e creando musica. Philly Sound Exchange riunisce giovani di culture diverse per progetti collaborativi di scrittura/registrazione di canzoni incentrati sulla giustizia sociale. L'obiettivo è dare voce agli studenti su argomenti quali razza, equità e giustizia sociale, offrendo a giovani provenienti da contesti diversi un modo per collaborare attraverso l'arte. Per questo progetto, Orion Sun ha ricoperto il ruolo di mentore e ha organizzato alcuni workshop con due membri del Philly Sound Exchange per la creazione del primo capitolo di Flowers, un visual album a cui hanno collaborato oltre 30 studenti durante la pandemia.

Chloé Bernard è una tatuatrice, graphic designer, skater e pittrice di Marsiglia (Francia). Ha frequentato l'Accademia d'Arte di Marsiglia per quattro anni prima di essere (gentilmente) espulsa. Nei cinque anni successivi, insieme a due amiche ha creato un collettivo d'arte con cui hanno organizzato mostre di pittura e skateboard. Chloé pratica skate dall'età di 15 anni e ha viaggiato in tutto il mondo. Con un passato da organizzatrice e giudice, attualmente lavora come istruttrice di skate per ragazze. Per questo progetto, Chloé ha dipinto un murale 3D di grandi dimensioni in un vecchio sottopassaggio pedonale abbandonato.

QUANTO TEMPO HAI IMPIEGATO PER REALIZZARE IL MURALE DALL'IDEA INIZIALE AL COMPLETAMENTO?
Chloe Bernard:Il lavoro di pittura è durato esattamente dieci giorni. Ma tra l'elaborazione del concetto, la ricerca del luogo adatto, ecc. mi ci è voluto un mese intero per completare il progetto.

DOVE SI TROVA IL MURALE? È FACILMENTE RAGGIUNGIBILE?
Chloe Bernard:Il murale si trova in un vecchio sottopassaggio pedonale. È un luogo chiuso, in mezzo a un'area dismessa di Marsiglia chiamata La Friche. Per accedervi è necessaria una chiave, quindi non è tecnicamente aperto al pubblico.

È LA PRIMA VOLTA CHE DIPINGI SU UNA SUPERFICIE COSÌ GRANDE?
Chloe Bernard:Sono abituata a dipingere su superfici di grandi dimensioni. Skatepark, murales… ma di sicuro questo lavoro è uno dei più grandi che abbia mai realizzato, soprattutto perché è in tre dimensioni: pavimento, pareti e soffitto.

C'È QUALCOSA DELL'ATTUALE MOVIMENTO CREATIVO DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Chloe Bernard:Meow Wolf.

C'È UN MESSAGGIO O UNA SENSAZIONE CHE VUOI TRASMETTERE ALLE PERSONE CON LA TUA ARTE?
Chloe Bernard:Amo proiettare la mia mente in spazi fantastici... e cerco di fare lo stesso attraverso le mie creazioni. Cerco di dare vita a paesaggi surreali. Con il murale tridimensionale, hai la sensazione di fonderti con l’essenza dell'irreale, perché in effetti ti trovi immerso in un'ambientazione totalmente folle.

HAI ALTRI ENTUSIASMANTI PROGETTI IN ARRIVO?
Chloe Bernard:Dobbiamo sempre avere progetti, idee e sogni nelle nostre vite. Per guardare avanti e progredire. In questo momento sto tatuando in un negozio e sto organizzando una mostra di pittura con tele di grandi dimensioni. Doveva aver luogo un anno fa, ma abbiamo dovuto rimandare a causa del COVID. Spero si possa organizzare presto!

Skater, amante della mountain bike e del giardinaggio, fotografa e social media manager, Norma è sempre alla ricerca di nuove avventure. Originaria del Messico, si è trasferita in Canada nel 2009 e si è innamorata della British Columbia. Questo eccitante cambiamento ha riacceso in lei la voglia di andare in skate. Dopo essersi trasferita a East Vancouver nel 2015, ha trovato la sua nuova comunità di skateboarder. Da allora, Norma si è ritagliata un ruolo di primo piano nel mondo dello skate. È impegnata a documentare gli skater e a mettere in luce le comunità meno conosciute di tutto il mondo. Per questo progetto, Norma ha creato un libro fotografico incentrato sulla scena skate messicana.

COM'È CAMBIATA LA SCENA SKATE IN MESSICO DA QUANDO TI SEI TRASFERITA IN CANADA?
Norma Ibarra: Negli ultimi anni, il numero di skater è aumentato notevolmente, con nuove crew, collettivi e personaggi di grandissimo talento. È bello vedere come le persone si stiano avvicinando, creando eventi e nuove realtà, nonostante la situazione e le difficoltà di un Paese come il Messico. Fare parte di questo mondo e poter documentare l’attuale scena skate messicana per me è un vero privilegio. Quando ero giovane, non pensavo che mi sarei addentrata a tal punto nel mondo dello skate. Ora, quando vado negli skatepark delle grandi città del Messico, incontro moltissime persone che mi assomigliano e con cui posso relazionarmi. Mi sento parte di una comunità. Davvero stimolante!

C’È QUALCHE FOTO O SEZIONE DEL TUO LIBRO CHE PREFERISCI?
Norma Ibarra:Sono super entusiasta della sezione su Nayarit. Ho sempre desiderato visitare quest'area: ha bellissime spiagge e incredibili spot per il surf. Alla fine del libro ci sono alcune foto dello Shore Skatepark, con la sua incredibile bowl immersa nella natura incontaminata di Nayarit.

C'È UNA MACCHINA FOTOGRAFICA CON CUI PREFERISCI SCATTARE?
Norma Ibarra:Negli ultimi due o tre anni, ho trovato molto stimolante combinare pellicola e digitale. Quando sono in giro, porto sempre con me sia la mia macchina digitale che quella analogica. Ultimamente, mi diverto molto facendo esperimenti con vecchie fotocamere che trovo online o nei negozi dell'usato. E poi non vedo l’ora di iniziare a girare e montare video dei miei amici che vanno in skate, una nuova esperienza che vorrei provare quest'anno.

C’È QUALCOSA DELL’ATTUALE SCENA SKATE DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Norma Ibarra:Sono davvero entusiasta di quanto stia evolvendo la cultura dello skateboard, e di quanti membri delle nostre comunità stiano lavorando per la sicurezza, l'equità e la diversità nel mondo dello skate. Sono ansiosa di poter assistere a questa evoluzione, anche sapendo che i più giovani hanno dei veri punti di riferimento da seguire. E poi, è bellissimo vedere amici che ottengono il supporto di brand, diventano professionisti, creano nuovi marchi, realizzano video, organizzano eventi… è una continua evoluzione. Non vedo l'ora che le generazioni future possano godere di una scena più inclusiva, con mentori e modelli da seguire quando inizieranno ad andare in skate.

HAI ALTRI PROGETTI FOTOGRAFICI IN PROGRAMMA?
Norma Ibarra:Certamente! Sto lavorando ad alcune collaborazioni con altri artisti. Inoltre, continuo sempre a fare foto nella mia community in Canada, ai miei amici e collettivi, ed entro la fine dell’anno spero di organizzare una mostra. E quest'anno voglio dedicarmi di più ai video e a progetti multimediali di varia natura.

Quispiam Habilis è uno studio di arte e design con sede in Corea. La cura dei dettagli e l'amore per il lavoro artigianale è ciò che rende così speciali le loro eccentriche e fantasiose creazioni. Le molteplici competenze dei membri dello studio consentono di dare vita a qualsiasi idea abbiano in mente. Per questo progetto, hanno creato un giradischi in ceramica in grado di diffondere musica nello spazio nella speranza di comunicare con forme di vita aliene.

COME È NATA L'IDEA DI REALIZZARE QUESTO GIRADISCHI?
Tutti i membri del nostro studio sono appassionati di musica e artigianato. Sul fronte musicale, c'era un grande interesse per il turntablism, così abbiamo deciso di creare un giradischi sfruttando le nostre abilità, con l'idea di realizzare un dispositivo che non servisse semplicemente a riprodurre musica, bensì a comunicare con il mondo intero.

DA DOVE ARRIVA IL NOME QUISPIAM HABILIS E COSA SIGNIFICA?
In latino 'Quispiam Habilis' significa 'persone che fanno cose con le mani' o 'cose fatte con le mani'. Quindi è un nome che esprime l’aspetto più importante di tutte le nostre attività: l'artigianalità.

QUANTE PERSONE HANNO LAVORATO AL GIRADISCHI E CHI SONO?
Hanno preso parte al progetto cinque membri nel nostro team: Seung Heon Yoo (Direttore, lavorazioni in ceramica), Joo Ho Lee (lavorazioni in metallo), Young Gyun Kim (stampa 3D), Chang Hee Seok (graphic design) e Jae Hwan Hwang (animazione, modellazione 3D). In più, nel video abbiamo come ospite DJ Redef.

QUANTO TEMPO CI È VOLUTO PER CREARE IL GIRADISCHI DALL'IDEA INIZIALE AL COMPLETAMENTO?
L'elaborazione del concept è stata rapida. Tuttavia, a causa della natura artigianale del progetto, ci è voluto molto tempo per realizzarlo. In particolare, ci è voluto molto tempo per coordinare la progettazione dell'apparecchiatura per l’effettivo funzionamento e l'assemblaggio dei dispositivi interni. In totale, ci sono voluti più di due mesi.

PUOI DESCRIVERCI BREVEMENTE IL PROCESSO? AVETE UTILIZZATO UNA STAMPANTE 3D?
In primo luogo, abbiamo progettato i dispositivi meccanici per il funzionamento. Quindi, abbiamo continuato ad aggiungere elementi di design nel processo di progettazione e produzione dei telai esterni. Una volta terminato il telaio principale in ceramica, e in base alle sue dimensioni, siamo passati alla fase di adattamento delle parti metalliche e degli elementi creati con la stampante 3D. Il tappetino è stato progettato secondo il concept e realizzato tramite una matrice serigrafica. Il video mostra l'invio di un segnale a una creatura aliena attraverso l'apparecchiatura di comunicazione finale, con l'intervento di DJ Redef intento a manipolare i suoni prodotti dal giradischi.

COME NASCE L'IDEA PER UNA NUOVA CREAZIONE?
Traiamo ispirazione dai nostri interessi e dalle cose che ci piacciono, in modo del tutto naturale. Inoltre, prendiamo spunto dall'artigianato del passato ma con la sensibilità del presente. Oppure cerchiamo di immaginare come potrebbe essere il futuro. Quando iniziamo un nuovo progetto, la cosa più importante è riuscire a trasporre l'artigianato dal passato al presente, tenendo sempre a mente le possibili implicazioni future.

AVETE IN PROGRAMMA DI FAR SUONARE IL GIRADISCHI DI FRONTE A UN PUBBLICO?
Non solo, ci piacerebbe anche mostrare a tutti la possibilità di comunicare con gli alieni tramite il nostro giradischi. Anche se potrebbe essere pericoloso…

AVETE GIÀ RICEVUTO CONTATTI DA ALTRE FORME DI VITA?
Non possiamo entrare nel dettaglio perché si tratta di informazioni riservate. Quello che possiamo dirvi è che siamo in buoni rapporti con loro. Ah ah.

Noah Humes è un artista multimediale di Los Angeles. Ha conseguito un BFA in Communication of Arts con specializzazione in Illustrazione presso l'Otis College of Art and Design nel 2017. La sua arte è una trasposizione dei suoi pensieri e delle sue interpretazioni in merito a questioni politiche e sociali che si verificano nel mondo che lo circonda, esplorando e rivisitando esperienze, memorie, storie ed espressioni. Usa esperienze e ricordi per alimentare la sua passione, dipingendo e condividendo momenti di vita vissuta che vengono ricreati e pensati per rivivere sulla tela. Per questo progetto, Noah ha dipinto un ritratto ispirato alle recenti proteste del movimento Black Lives Matter.

DA QUANTO TEMPO DIPINGI E PERCHÉ TI PIACE COSÌ TANTO?
Intorno all'età di quattro anni, i miei genitori rimasero sbalorditi da un mio disegno di un vaso. Quindi, iniziarono a prestare molta attenzione ai miei disegni, supportando la mia volontà di affinare questa passione che dimostravo non appena ne avevo l’occasione. Un anno dopo, uno dei miei insegnanti ebbe la stessa reazione dei miei genitori, e così iniziai a frequentare dei corsi al Brentwood Art Center, in classi con bambini dai 10 ai 13 anni. Dopo il diploma ho frequentato l'Otis College of Art and Design, dove nel 2017 ho conseguito un BFA in Communication Arts con specializzazione in Illustrazione. Oltre a fornirmi una solida base artistica, questo percorso formativo mi ha permesso di immergermi totalmente in contenuti immaginari e reali che porto con me ancora oggi.

PUOI PARLARCI UN PO' DI COSA HAI REALIZZATO PER QUESTO PROGETTO?
Volevo dare il mio personale contributo alle proteste, più che mai necessarie, del movimento Black Lives Matter del 2020 e testimoniare ciò che ho visto sia dal vivo che sugli schermi.

VISTI GLI EVENTI E IL CLIMA DELL'ULTIMO ANNO, TI SEI TROVATO A DIPINGERE DI PIÙ O DI MENO DI QUANTO AVRESTI FATTO NORMALMENTE?
Ho alternato momenti di pausa per riprendermi da ciò che stava succedendo a periodi in cui, in quanto creativo, ho ritenuto necessario documentare il clima sociale di quei mesi dal mio punto di vista.

HAI NOTATO UN CAMBIAMENTO NEGLI ARGOMENTI CHE TRATTI O NELL'APPROCCIO AL TUO LAVORO?
Direi di no, ho molti più contenuti da condividere al riguardo. È un ottimo momento per fare sulle luce sulla nostra comunità e su questo difficile argomento.

C'È UN MESSAGGIO CHE VUOI TRASMETTERE ALLE PERSONE CON LA TUA ARTE?
Mi piace la possibilità di elaborare una prima interpretazione personale, poi una successiva rivalutazione e infine un'ultima lettura, ovvero la comprensione di ciò che l'artista intendeva davvero esprimere con il suo lavoro. Essere un artista presuppone una stretta connessione tra i due primi passaggi, che sono parte integrante di qualsiasi processo creativo autentico e onesto.

C'È QUALCOSA DELL’ATTUALE CULTURA CREATIVA DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Non mi viene in mente nulla in particolare, ma di sicuro ci sono artisti che producono lavori che mi toccano nel profondo e da cui traggo ispirazione.

La Triple B Records è stata fondata dall'allora 17enne Sam Yarmuth nell'autunno del 2005. Da allora, l'etichetta ha pubblicato oltre 150 dischi per band di svariati generi musicali, dal punk all’hardcore, dal metal all’indie rock, tra cui Mindforce, Candy, Fury, Terror, Bane e molti altri. Attualmente, Triple B è gestita da una serie di minuscoli appartamenti senza finestre a Brooklyn, Boston e Aloma (Florida). Per questo progetto, Triple B ha creato una compilation di oltre 40 band con brani inediti ed esclusivi.

SU UNA SCALA DA 1 A 10, QUANTO È STATO DIFFICILE PUBBLICARE QUESTA COMPILATION DURANTE UNA PANDEMIA?
Sembrerà strano, ma non è stato così difficile come per le precedenti compilation AHC! Penso che con la pandemia, tutti fossero alla ricerca di una sorta di sbocco creativo, quindi questo progetto ha dato loro l'opportunità non solo di rimanere allenati, ma anche di continuare a scrivere.

CON QUALE FREQUENZA HAI PERSO LA CONNESSIONE WI-FI DURANTE QUESTO PROGETTO?
Tantissime volte. La connessione internet a Brooklyn fa schifo (Optimum, ti odio). L'invio e la ricezione di file di grandi dimensioni mi ha fatto impazzire troppe volte.

SEI PRONTO A RICOMINCIARE CON GLI EVENTI DAL VIVO E I TOUR?
ASSOLUTAMENTE SÌ. Anche se a dire il vero ho apprezzato questa pausa dai live e i tour. In oltre dieci anni, è stata la prima volta in cui ho davvero avuto del tempo per me stesso e per sperimentare cose nuove. Avere un sacco di tempo libero è stato bello, ma adesso i concerti e i tour mi mancano tantissimo, e non vedo di ricominciare. Penso che all'inizio del 2022 tutto tornerà a pieno regime.

QUALCHE SUGGERIMENTO PER GRUPPI EMERGENTI CHE VOGLIONO PUBBLICARE DISCHI?
Siate voi stessi! Scrivete quello che volete, fate quello che volete. Non fatevi ingannare dal desiderio di diventare delle rock star. L'autenticità è la risorsa più preziosa che una band possa avere.

SENZA FARE NOMI, PUOI RACCONTARCI QUALCHE ANEDDOTO SU BAND CON CUI È STATO DIFFICILE LAVORARE PER QUESTO PROGETTO?
La mia band, Warfare. Non siamo riusciti a finire la canzone che volevamo pubblicare, ah ah. Viviamo tra West e East Coast, quindi per questioni logistiche non siamo riusciti a finire il brano in tempo. A dire il vero, non c’è stata alcuna band con cui è stato davvero difficile lavorare. Però abbiamo avuto dei problemi con il nostro artista di fiducia, Kyle Niland, come potete vedere nel video, ah ah.

DOVE SI PUÒ ACQUISTARE IL DISCO E QUANDO USCIRÀ?
Il disco sarà acquistabile sul nostro sito Web (www.triple-brecords.com), via Evil Greed nell'Unione Europea e nella maggior parte dei negozi di dischi/distribuzioni locali. Se nella tua zona c'è un negozio di dischi che pensi possa essere interessato ai nostri dischi, inviaci un'e-mail con le loro informazioni di contatto.

Olivia Krause è un'artista multimediale di Oakland ( California) che esplora l'esperienza umana attraverso l’astrattismo. Olivia utilizza la fotografia, la pittura, i tessuti e le installazioni per fermare sentimenti e momenti fugaci in un'immagine. Attraverso l'espressionismo e i colori, i suoi lavori raccontano storie di vita vissuta. Con la fotografia, Olivia spera di catturare il mondo interiore dei suoi soggetti. Nella pittura e nei tessuti, Olivia lavora con diversi strumenti tra cui vernice, candeggina e aerografo per registrare e cancellare emozioni e immagini, incorporando il tempo e il cambiamento nei propri pezzi per mostrare che nulla è permanente. Per questo progetto ha dipinto due rampe da skate, che ha poi donato.

PUOI PARLARCI UN PO' DI TE E DEI TUOI LAVORI?
Mi chiamo Olivia Krause e sono un'artista multimediale. Realizzo quadri astratti e abiti personalizzati, unici nel loro genere. Amo anche fotografare e catturare ritratti accattivanti. Traggo ispirazione da fugaci momenti di vitalità presenti in natura, come i colori dei frutti maturi, tramonti mozzafiato, l’amore e il movimento dell'acqua che scorre. Mi piace combinare questi momenti per dare vita a composizioni astratte e immaginari unici.

PER QUESTO PROGETTO, HAI DIPINTO UNA SERIE DI RAMPE DA SKATE. È LA PRIMA VOLTA CHE DIPINGI SU OGGETTI 3D?
Questa è stata una delle prime volte che ho dipinto su oggetti 3D, ed è stato molto divertente e stimolante. In passato, ho fatto murales e intagli nel legno, e dipingere le rampe è stato un po' come combinare queste due cose.

LA FORMA DELLE RAMPE TI HA CREATO PROBLEMI?
Non ho avuto grossi problemi se non quello di dover spostare e capovolgere da sola i pezzi più grandi, che erano molto pesanti e quindi difficili da sollevare. Non è stato facilissimo, ma alla fine è stato piuttosto divertente.

COSA TI HA SPINTO A DIPINGERE SU SUPERFICI DA SKATE?
Amo il mondo dello skateboard e vado spesso in skate con i miei amici. Volevo fare qualcosa di cui altre persone potessero usufruire, così quando ho visto l'annuncio GoFundMe per l'Apache Passion Project, ho pensato che avrei potuto dare il mio contributo a quella causa. Ho sempre associato Vans al mondo dello skateboard, e quindi ho subito pensato che potesse essere una bellissima esperienza per me. Di solito faccio skate con donne, non-binary, trans e queer della Bay Area, quindi volevo realizzare delle rampe con un'estetica che rispecchiasse il mio gusto come membro di quella comunità. A volte mi sembra che l'arte e le grafiche utilizzate nel mondo dello skate e altri sport siano indirizzate esclusivamente a maschi etero.

NORMALMENTE PARTI DA UNO SCHIZZO OPPURE INIZI DIRETTAMENTE A DIPINGERE?
Quando sto mettendo insieme le idee per il prossimo lavoro, faccio una serie di piccoli schizzi e collage. Metto insieme le immagini di partenza e le idee che voglio combinare per creare un pezzo unico. Mi lascio guidare dal processo di pittura per la scelta dei colori e dei tratti da utilizzare. Dipingere è magia pura.

C'È QUALCOSA DELL'ATTUALE MOVIMENTO CREATIVO DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Sono davvero entusiasta di vedere le opere d'arte che le persone hanno creato durante la quarantena e l'anno scorso. Penso che l'isolamento ci spinga a scendere più in profondità, esplorando noi stessi in modi nuovi. Credo che sarà davvero bello quando tutti condivideranno le proprie creazioni introspettive con gli altri.

Daniel Barreto è un artista sperimentale messicano con uno stile unico e riconoscibile caratterizzato dall’uso di forme astratte e colori vivaci. Nelle sue opere, Barreto mostra un grande interesse per la ripetizione e la relazione tra luce e oggetti, dando vita a creazioni versatili e multidisciplinari. Per questo progetto, ha realizzato un'illustrazione di grandi dimensioni sulla quale ha successivamente proiettato una sua animazione.

DA QUANTO TEMPO FAI ILLUSTRAZIONI? QUANDO HAI INIZIATO A PROIETTARE SUI TUOI LAVORI?
Faccio illustrazioni fin da quando ero bambino e a livello professionale dal 2015. Ho iniziato a sperimentare con il video mapping nel 2014. Ho realizzato la mia prima proiezione di video mapping per un festival di arte digitale a Guadalajara, in Messico, proiettando su una pianta con foglie molto grandi. L'ultima realizzazione risale a due anni fa ed era una proiezione molto semplice su un dipinto in acrilico. Per questo progetto, ho voluto spingermi oltre. Avendo già proiettato su un dipinto, sapevo che questo pezzo sarebbe stata una sfida, ma allo stesso tempo sapevo di poter gestire bene tutto il materiale.

IN GENERE QUANTO DURANO LE VARIE FASI DEL PROCESSO, DALL'ILLUSTRAZIONE ALL'ANIMAZIONE?
In media, da due settimane a un mese, dipende dal tipo di animazione che voglio realizzare.

IL PROCESSO DI CALIBRAZIONE E ALLINEAMENTO DEL PROIETTORE È COMPLICATO? COME FUNZIONA?
La prima fase è sempre complicata. Ogni volta sento che non riuscirò ad abbinare la superficie o l'immagine alla proiezione, ma poi tutto iniziare a funzionare abbastanza rapidamente. Uso un software di mappatura video chiamato Mad Mapper. Lo adoro perché ti permette di deformare e modellare l'immagine in qualsiasi modo tu abbia in mente, e riesci a essere molto preciso.

QUESTO PEZZO SEMBRA PIUTTOSTO GRANDE. SI TRATTA DI UNA DIMENSIONE STANDARD PER I TUOI LAVORI? VORRESTI REALIZZARE PROIEZIONI ANCORA PIÙ GRANDI?
Ho già lavorato su grandi dimensioni ma mai con le proiezioni. Mi piacerebbe lavorare su superfici ancora più grandi, magari su un grande murale o altri formati.

C'È QUALCOSA DELL'ATTUALE MOVIMENTO CREATIVO DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Mi ispiro a tutta la nuova cultura creativa di questo particolare periodo storico, dalla musica alle arti visive. Il lato positivo del progresso tecnologico è che in questo momento tutti possono essere musicisti o animatori, producendo tutto da casa senza dover acquistare costose attrezzature, ore in studio, ecc. È sufficiente dedicare un po' di tempo allo studio di alcune tecniche e fare pratica. Sono molto affascinato dalla code-generated art, anche se non voglio entrare in prima persona in quel mondo. Ad esempio, mi piacciono molto gli schermi lenticolari di Michael Kozlowski.

Bailey Hikawa ha conseguito un BFA in Painting and Textiles presso il California College of the Arts di San Francisco (California). Il suo lavoro spazia tra pittura, scultura, art direction, scenografia teatrale, installazioni immersive, scultura surrealista e performance sperimentali. Tutti i suoi lavori riflettono il suo desiderio di combinare funzionalità e scultura. Residente a Los Angeles, alla fine del 2019 ha lanciato il suo studio di design, Hikawa, con l'uscita di Kame, una linea di custodie per iPhone ergonomiche caratterizzate dalla presenza di elementi scultorei. Per questo progetto, ha creato una serie di custodie ispirate al motivo checkerboard.

PUOI RACCONTARCI UN PO' DEL TUO BACKGROUND E DI COME HAI INIZIATO A REALIZZARE CUSTODIE E ALTRI ACCESSORI?
Ho studiato pittura al California College of the Arts di San Francisco. Dopo la scuola ho iniziato a lavorare per uno scenografo teatrale, un'esperienza davvero incredibile che mi ha portato a lavorare come art director e scenografa nel cinema, nella pubblicità e in televisione. Ma nel corso degli anni, ho sempre mantenuto il mio studio d'arte, un posto dove posso dare libero sfogo alla mia creatività senza avere necessariamente un obiettivo in mente. È stato qui che ho realizzato la mia prima custodia scultorea per telefono, un oggetto che riesce a coniugare alla perfezione arte e funzionalità. A quel punto, mi sono resa conto che quando dopo la scuola d'arte mi sono avvicinata al mondo del cinema e della TV, in realtà stavo cercando uno sbocco creativo che mi permettesse di arrivare alle persone, ma che non fosse la classica stanza bianca di una galleria o museo. Quando ho iniziare a lavorare sulle custodie per smartphone, ho capito che quella era la mia strada.

TUTTE QUESTE CUSTODIE PRESENTANO UN MOTIVO A SCACCHI. LO AVEVI GIÀ IMPIEGATO IN PASSATO?
Nel 2012 ho creato la mia primissima mostra personale, un'installazione immersiva in cui ho piastrellato il pavimento con un motivo a scacchi abbinato a dipinti e sculture. Ho sempre utilizzato motivi grafici nei miei lavori, che si tratti di un dipinto, scenografia o installazione. Ho anche un paio di pantaloni a scacchi che indosso molto e una tazza a scacchi da cui bevo caffè ogni mattina. Quindi per me è stato davvero entusiasmante potermi concentrare su questo tipo di linguaggio proprio per Vans.

COME STABILISCI IL CONFINE TRA FUNZIONALITÀ E SCULTURA?
Mi chiedo: Posso usare questo oggetto tutti i giorni? Se la risposta è sì, allora è funzionale. Se la risposta è no, si tratta di una scultura. Ma è proprio quando il confine non è ben definito che mi emoziono di più.

QUANTE CUSTODIE PENSI DI AVER REALIZZATO DA FINORA?
A questo punto, credo qualche migliaio!

QUAL È LA CUSTODIA PER TELEFONO PIÙ STRAVAGANTE CHE HAI MAI REALIZZATO?
Ah. Non sono tutte un po' stravaganti? Ok, probabilmente quella più stravagante è un blocco di marmo molto pesante in cui ho intagliato uno spazio adatto al mio vecchio iPhone 4. La vedo come una 'bara' per il mio caro vecchio telefono.

QUAL È LA CUSTODIA CHE USI TUTTI I GIORNI?
Cambio continuamente la custodia del mio telefono. Mi piace testare le custodie che realizzo con il mio telefono: materiali, colore, durata. Vedo il mio telefono come una sorta di mezzo per fare ricerca e sviluppo nella vita reale. Ad esempio, nelle ultime settimane ho usato un nuovo prototipo stampato in 3D per testare la resistenza dei materiali in vista di progetti futuri.

C'È QUALCOSA DELL'ATTUALE MOVIMENTO CREATIVO DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Mi entusiasma che la cultura sia sempre più dalla parte degli artisti. Quello che voglio dire è che Internet e i social media permettono alle persone di trovare artisti e creator con cui interagire direttamente. Fin dall'inizio dei tempi, gli artisti hanno sempre avuto bisogno di un intermediario, ma adesso l'artista può relazionarsi direttamente con i suoi fan. Ti piacciono i miei lavori? Fantastico, sei tu a decidere in che modo interagire.

Classe 1993, Liz Hernández è un'artista messicana residente a Oakland (California) che tratta principalmente argomenti legati alla sua infanzia. Ispirandosi al movimento del realismo magico latinoamericano, utilizza immagini tratte da ricordi di vita a Città del Messico, incorporando elementi soprannaturali e simbolismo per affrontare aspetti della vita moderna. La sua pratica artistica è incentrata sulla pittura e la scultura e, più recentemente, sui murales. Ha esposto nella Bay Area di San Francisco, a Los Angeles e a Città del Messico.

PUOI PARLARCI UN PO' DI COSA HAI REALIZZATO PER QUESTO PROGETTO?
Ho dipinto una giacca con simboli di protezione e portafortuna. Nel periodo in cui stavo lavorando a questo progetto, stavo anche progettando un grande murale per l'SFMOMA. Con tutto quello che stava succedendo all'inizio del 2020, ero già concentrata sui concetti di guarigione e protezione. Mi sentivo un po' persa, ferita e volevo disperatamente sentirmi al sicuro, calma e piena di speranza. Durante alcune ricerche su amuleti e rituali, continuavo a pensare a mia nonna, una donna molto spirituale che indossa sempre amuleti, al collo e sui vestiti. Mi sono ispirata molto a lei mentre lavoravo alla giacca. Amo il fatto che indossare un simbolo influenzi la nostra vita, offrendoci un senso di sicurezza. Con il murale, ho potuto mettere insieme questi simboli e testi su una parete di grandi dimensioni, con un risultato finale di grande impatto. Con la giacca, volevo avvicinare alcuni di quei simboli al mio corpo, per vedere come ci si sente a indossarli, con tutti i significati che li accompagnano.

QUANDO HAI INIZIATO A FARE ILLUSTRAZIONI E DIPINGERE? COSA TI PIACE DI QUESTE PRATICHE?
Mi è sempre piaciuto fare arte, ma non l'ho mai presa sul serio. Sono andata al college e mi sono laureata in Disegno industriale, e ho iniziato a fare arte nel 2015 quando il mio ragazzo (che ora è diventato mio marito!) mi ha spinto a provarci. Ci frequentavamo e disegnavamo insieme senza prenderci troppo sul serio, era semplicemente qualcosa che ci faceva stare bene. Un anno dopo, improvvisamente siamo stati invitati a fare una mostra d'arte insieme alla Good Mother Gallery di Oakland, ed è lì che ho iniziato a sviluppare una vera pratica artistica. Per quanto possa sembrare un cliché, fare arte è molto terapeutico per me. Mi permette di elaborare pensieri ed emozioni attraverso la pratica. Mi offre anche l'opportunità di raccontare storie, che sorprendentemente vengono accolte da persone di background molto diversi. Non me lo sarei mai aspettato. Sono davvero felice di poter fare arte, e anche se nessuno la vedesse, continuerei comunque a farla, perché mi fa stare bene e mi aiuta a stare al mondo.

HAI SEMPRE LAVORATO CON ABBIGLIAMENTO E TESSUTI O SONO SUPPORTI NUOVI PER TE? COSA TI PIACE DI QUESTA PRATICA?
Non è la prima volta ma ormai sono passati moltissimi anni da quando lavoravo con i tessuti. Volevo realizzare alcuni modelli tessili da dipingere sui miei vestiti, così ho stretto una partnership con una boutique di Berkeley che voleva collaborare con me. Abbiamo realizzato tre stampe diverse su abiti che si sono poi rivelati davvero fantastici. Erano tutte dipinte a mano!

Questa volta è stato diverso perché ho iniziato a lavorare sulla giacca con una visione più concettuale, il che ha reso il processo un po' più complicato. Ho dovuto fare una ricerca più approfondita per scegliere i simboli e le parole da utilizzare. Le immagini sulla giacca sono più dettagliate di quelle che avevo usato sui vestiti, e dipingerle è stato più difficile. Mi piace che l'arte possa essere indossata, senza essere confinata a una parete o un piedistallo. Creare arte da indossare è anche un modo più accessibile di possedere arte, e questo è un concetto che voglio esplorare di più in futuro.

COSA TI HA SPINTO A INIZIARE A FARE ILLUSTRAZIONI CON ICONOGRAFIE, TALISMANI E AMULETI?
Sono sempre stata affascinata dai rituali e dalla magia. Essendo cresciuta in Messico, questo genere di cose non sono mai state troppo fuori dall'ordinario per me. Sicuramente sono cresciuta in una famiglia in cui questi argomenti erano molto presenti, ma comunque penso che il legame con i rituali sia più diffuso nella cultura messicana che in quella americana. Trovo molto stimolante come semplici oggetti e immagini possano diventare potenti semplicemente credendo che lo siano. Inoltre, traggo ispirazione da eventi che vanno oltre le spiegazioni razionali. Mi appassionano perché credo che servano per ricordarci che gli esseri umani non sono in grado di controllare tutto. Ci ricordano quanto siamo piccoli rispetto ad altre forze più grandi, come ad esempio la natura. A volte pensiamo di sapere tutto, che ci sia sempre una spiegazione logica per tutto, ma quando succedono cose inspiegabili, realizziamo quanto siamo piccoli.

ORA CHE VIVI A OAKLAND, RIESCI AD ANDARE SPESSO A CITTÀ DEL MESSICO?
Ci andavo molto più spesso, trascorrevo una buona parte dell'anno a casa dei miei genitori, ma ora non lo faccio più quanto vorrei. A causa della pandemia, non vado a Città del Messico da più di un anno, ma ho intenzione di andarci non appena potrò di nuovo viaggiare. Voglio passare più tempo con la mia famiglia e trascorrere più tempo in un posto che è ancora molto importante per me. Ora mi manca più che mai.

C'È QUALCOSA DELL'ATTUALE MOVIMENTO CREATIVO DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Adoro il fatto che il mondo dell'arte sia stato costretto a rallentare. Per molti anni, è stato tutto troppo veloce, e ora ci stiamo rendendo conto che forse non è una buona cosa. Per troppo tempo, il lavoro creativo è stato abusato e non abbastanza valorizzato. Spero che impareremo da quello che stiamo vivendo! Voglio credere che in quanto artisti e creativi stiamo diventando più consapevoli e ci stiamo indirizzando verso un modo più sostenibile di creare.

Yuri Murai è una skater e regista di skate residente a Tokyo (Giappone). Ha iniziato ad andare in skate 15 anni fa e a realizzare video di skate circa 10 anni fa. Yuri ha pubblicato film di skate quasi ogni due anni, tra cui Restart e la serie Joy and Sorrow. Dato l'ampio utilizzo di plexiglas durante la pandemia da COVID-19, ha deciso di realizzare un film di skate in cui questo materiale è stato utilizzato sia come ostacolo che come mezzo per filmare.

QUANDO HAI INIZIATO A FARE FILM DI SKATE? COSA TI PIACE COSÌ TANTO DI QUESTA PRATICA?
Nonostante a volte sia difficile fare un video di skate in città, mi piace sempre collaborare con gli amici per trovare le location giuste, selezionare i trick e discutere a lungo di tutti gli aspetti correlati. La cosa che mi piace di più è guardare il film finito insieme ai miei amici, con tutta la gioia, la rabbia, il dolore e il piacere che ne conseguono.

QUANDO TI È VENUTA IN MENTE L'IDEA DI UTILIZZARE IL PLEXIGLAS?
In Giappone, è molto usato come protezione dal COVID-19. Dobbiamo indossare le mascherine e convivere con il plexiglas. Mi preoccupa non sapere ancora per quanto tempo andrà avanti questa situazione, e quando Vans mi ha assegnato questo progetto ho pensato di provare a rendere positivo un aspetto negativo attraverso lo skateboard.

È STATO PIÙ DIFFICILE O PIÙ FACILE TROVARE I LUOGHI IDEALI PER FARE SKATE DURANTE IL COVID-19?
Non penso che sia cambiato molto a causa del COVID-19, ma sta sicuramente diventando più difficile fare skate in città a causa delle Olimpiadi.

ABBIAMO NOTATO CHE HAI FILMATO SPESSO ATTRAVERSO IL PLEXIGLAS. CREDI CHE TI ABBIA PERMESSO DI VEDERE LE COSE DA UN'ALTRA PROSPETTIVA?
Penso che fare skate sia liberatorio, possiamo divertirci sperimentando idee diverse.

C'È QUALCOSA DELL'ATTUALE MOVIMENTO CREATIVO CHE TROVI INTERESSANTE O DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Durante la pandemia, i concorsi e i video online sono diventati sempre più popolari. Quindi adesso le persone sono più propense a fare video con gli amici, rafforzando e migliorando così i rapporti. Sono anche ispirata dalle persone che fanno video come me.

QUALCHE CONSIGLIO PER GIOVANI O ASPIRANTI VIDEOMAKER?
Non importa chi stai riprendendo, non importa se è un professionista o uno skater famoso, o se hai una fotocamera super professionale. Puoi riprendere qualsiasi skater, con qualsiasi macchina fotografica. La cosa più importante è che ci sia un buon rapporto tra il regista e lo skater, ed è questo che ti permetterà di fare ottimi video. Vuoi davvero fare video di skate? Gli skater non aspettano altro. In periodi difficili come questo, possiamo sostenerci a vicenda, e penso che fare video con questa attitudine sia la chiave per video di skate davvero fichi.

Deaton Chris Anthony, alias DCA, è un musicista, artista e stilista di Los Angeles. Costantemente alla ricerca di nuovi stimoli, passa le sue giornate campionando suoni per la sua musica, cucendo nuovi capi per la sua collezione di felpe o realizzando tappeti unici nel loro genere (che lui chiama Wugs). È cresciuto giocando a bowling e nell'ultimo anno ha riscoperto la sua passione per questo sport. Sempre pronto a stupire, per questo progetto ha deciso di creare un nuovo brano partendo dai suoni di bowling che ha campionato.

PARLARCI UN PO' DI TE, DA QUANTO TEMPO FAI MUSICA?
Ciao a tutti, sono Deaton Chris Anthony. Da bambino, i miei genitori nascondevano i pastelli perché non appena ne trovavo uno andavo dritto verso la parete e scarabocchiavo ovunque. Da allora nulla è cambiato, a parte il fatto che adesso nessuno può nascondermi qualcosa e i miei pastelli sono la musica, i vestiti e il bowling.

SEMBRA CHE TI PIACCIA MOLTO SPERIMENTARE CON SUONI E STRUMENTI DIVERSI. COSA TI HA PORTATO AD AMARE COSÌ TANTO QUELLO CHE FAI?
Come studente di Internet, trovo interessante la possibilità di consumare istantaneamente l'intero spettro sonoro. È stato il World Wide Web a offrirmi questa visione, e trovo che oggi la nuova attitudine musicale dell'era moderna sia la nostalgia.

RACCONTACI UN PO' DELLA TUA OSSESSIONE PER IL BOWLING. QUAL È STATO IL TUO MIGLIOR PUNTEGGIO?
Benvenuto 2021. L'anno in cui gioco a bowling. Gioco a bowling da sempre. Quando avevo 12 anni, avevo il punteggio più alto della mia città. Il punteggio più alto che ho raggiunto è 300, e un giorno realizzerò un 300 in diretta TV nazionale.

LA MUSICA NON È LA TUA UNICA PASSIONE CREATIVA. QUALI SONO GLI ALTRI SBOCCHI CREATIVI CHE PREFERISCI?
Quando faccio vestiti, l'ispirazione viene dalla musica. Quando faccio musica, traggo ispirazione dai vestiti. Non sono interessato a una musica perfetta o vestiti perfetti. Mi interessa il perfetto equilibrio tra queste due cose.

QUALCHE CONSIGLIO PER GIOVANI O ASPIRANTI ARTISTI?
Fare arte è come risolvere un enigma. Questo è l’approccio che ho sempre adottato, e non mi ha mai deluso. Le mie idee migliori sono sempre nate dal desiderio di smontare qualcosa solo per il gusto di rimetterla insieme.

Gli IDLES sono una rock band britannica di Londra nota per la loro musica viscerale, cupa e ricca di humor allo stesso tempo. In un panorama musicale diventato troppo cauto e sterile, gli IDLES sono un fulmine a ciel sereno. Sono stati premiati con numerosi riconoscimenti e tour da headliner sold-out in tutto il mondo. Per questo progetto, il cantante Joe Talbot ha eseguito un monologo intitolato In Defence of the Arts.

TROVI SOMIGLIANZE O PARALLELISMI TRA LO SCRIVERE UNO SPOKEN WORD E UNA CANZONE?
La principale differenza è la cadenza: ascolto la musica tutte le volte che serve fino a interiorizzarne il ritmo, a quel punto la canzone si scrive da sola. Con qualsiasi altro tipo di scrittura, compresa la poesia, cerco di liberarmi dalla forma, scrivo e basta. Poi mi guardo indietro e taglio le parti inutili cercando di scegliere solo ciò che voglio davvero trasmettere al lettore.

QUALI SONO GLI ASPETTI DELL'ARTE CHE RITIENI DEBBANO DAVVERO ESSERE SUPPORTATI, PRESERVATI E PROTETTI?
L'arte è il modo con cui l'essere umano può davvero sentirsi parte del mondo, e questo è fondamentale per chiunque, non importa quanto pensi di essere creativo. Tutti sono in grado di creare bellezza.

C'È QUALCOSA DELL'ATTUALE MOVIMENTO CREATIVO CHE TROVI INTERESSANTE O DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Credo che da quando è iniziato il lockdown la riflessione sia diventata la chiave della mia creatività. Invece di progredire nella mia arte, ho fatto un passo indietro e ho respirato, per apprezzare quanto sono fortunato e comprendere quali siano i traumi che mi hanno portato fin qui.

Connor Insula realizza collage da quasi quattro anni ormai, e non ha alcuna intenzione di fermarsi. In quanto artista del sud-est di Londra, non vede la sua arte come un modo per fare soldi, anzi, è tutta una questione di cuore. A volte trova più semplice esprimersi attraverso la sua arte che attraverso le parole. Ha iniziato lavorando sugli skate, ma poi è passato al cartone, alle piastrelle di ceramica e al legno. Per questo progetto, ha creato un espositore interattivo.

PUOI RACCONTARCI UN PO’ DEL TUO INFORTUNIO? PERCHÉ TI HA ISPIRATO NELLA CREAZIONE DI RADIUS?
Era l'inizio dell'estate, eravamo al Crystal Palace e stavo sperimentando un nuovo trick in compagnia dei miei amici. Poi, dal nulla, sono scivolato su un angolo della bowl e ho sbattuto fortissimo sul polso sinistro. Sono stato sottoposto a un'operazione in cui mi hanno infilato una specie di forchetta nel radio per sostenerlo, è stato devastante. Ed ero anche piuttosto depresso perché in quel periodo stavo migliorando molto sullo skate. Un giorno per risollevarmi il morale ho fatto un collage su uno skate di scorta con alcuni vecchi numeri di Thrasher. Il risultato finale mi ha lasciato senza parole ed ero al settimo cielo perché avevo appena scoperto una nuova abilità. Da lì non mi sono mai fermato, e ho pensato che il nome 'Radius' (Radio) fosse appropriato. Sono passati tre anni dalla nascita di Radius e sono orgoglioso dei risultati che abbiamo raggiunto, anche se so che questo è solo l'inizio.

PERCHÉ NEI TUOI LAVORI COMPAIONO SPESSO OSSA E SCHELETRI?
Fin da piccolo, sono sempre stato affascinato dagli scheletri che studiavamo nelle lezioni di biologia. Volevo saperne di più. Spesso ci dimentichiamo di quanto sia complesso il corpo umano. Mi è sempre piaciuto sottopormi ai raggi X, in totale mi sono rotto o fratturato quattro ossa (clavicola, dito, tibia e polso). Diciamo che ormai sono un esperto in questo campo. Ma l’infortunio peggiore è stato quello al polso. Anche se in realtà è stata quasi una benedizione, perché alla fine mi ha permesso di crescere artisticamente.

COSA TI HA SPINTO A CREARE L'ESPOSITORE E CHE TIPO DI OGGETTI CREATIVI VUOI ESPORRE?
Volevo fare una scultura interattiva che fosse funzionale e in linea con il tema dei raggi X al radio. Ho sempre voluto lavorare con gesso e jesmonite. Le ossa di jesmonite replicano l'ulna e il radio del polso. La lightbox verrà utilizzata per esporre gli ultimi annunci e pubblicazioni. Le carte saranno a disposizione per disegnare e dare libero sfogo alla propria creatività, e saranno incluse in una zine di prossima realizzazione. Se siete del Regno Unito, di sicuro conoscete i vecchi stand blu della lotteria nazionale, a cui mi sono ispirato per l’aspetto funzionale di questa creazione: l'espositore con gli ultimi numeri, i ripiani e le curve.

CHE FUTURO VEDI PER QUESTA CREAZIONE?
Sono passati due anni da quando ho organizzato una mostra a Londra, quindi sarebbe fantastico poter esporre tutti i lavori inediti, dando a questa scultura l’importanza che merita. Dopodiché finirà nel Bankrupt Store di Shoreditch. Inoltre, sarebbe bellissimo se potesse essere esposta per un periodo nel Vans Store.

PER DARE VITA ALL'ESPOSITORE, HAI COLLABORATO A STRETTO CONTATTO CON UN PROP MAKER. È UN TIPO DI COLLABORAZIONE CHE HAI GIÀ IMPIEGATO IN PASSATO O CHE VORRESTI ULTERIORMENTE SVILUPPARE?
Quando si tratta di creare, in genere sono abituato a lavorare da solo, ma lavorare con Jake Haynes è stato fantastico. Jake lavora nei teatri come prop maker ed è in grado di costruire praticamente qualsiasi cosa. È un vero professionista e ha letteralmente dato vita ai miei disegni. Con un background nel mondo dello skateboard, ha subito messo in campo l’attitudine e gli strumenti giusti per questo lavoro. Collaboro spesso con i miei amici, ma l'ultima volta che ho collaborato con qualcuno è stato per realizzare la scarpa Radius x Depop x Vans, che è venuta una vera bomba, uno dei traguardi di cui sono più orgoglioso.

Artista, musicista e surfista, da oltre un decennio Alex Knost contribuisce alla subcultura del surf attraverso una vasta gamma di mezzi artistici. Proprio come il suo fantasioso ed eccentrico stile surfistico, le opere di Knost sfidano i rapporti tra texture e colore, ridefinendo i confini delle forme d'arte. Per questo progetto, ha realizzato un film sul surf e sull'esplorazione di suoni dissonanti.

PUOI DARCI QUALCHE INFORMAZIONE SUL TITOLO DEL FILM?
Inizialmente, The Re-usable Bag era il titolo di un dipinto, un omaggio alla danza jazz improvvisativa del germano reale della Costa Rica.

SEMBRA CHE TU ABBIA UNA COLLEZIONE PIUTTOSTO AMPIA DI STRUMENTI MUSICALI, CE N’È UNO CHE PREFERISCI?
Sono un chitarrista. Mentre Kassia suona un gong e campane tibetane accordati singolarmente. Questa colonna sonora è un mix tra i suoi 'bagni sonori' e la mia voglia di esplorare rumori, suoni ovattati e dissonanze con la chitarra elettrica.

PUOI DESCRIVERCI IL PROCESSO CREATIVO CHE AVETE ADOTTATO PER LA REALIZZAZIONE DELLA COLONNA SONORA?
Abbiamo improvvisato sui suoni della giungla riverberati.

TROVI CHE IL SURF E LA CREAZIONE DI MUSICA ABBIANO QUALCOSA IN COMUNE?
Hanno in comune il fatto che entrambi possono essere riprodotti, ma mai ricreati. Si tratta sempre di una performance istintiva e fugace, le onde sonore non sono mai uguali tra loro.

C'È QUALCOSA DELL'ATTUALE MOVIMENTO CREATIVO CHE TROVI INTERESSANTE O DI CUI SEI PARTICOLARMENTE ENTUSIASTA?
Certo.

QUALCHE CONSIGLIO PER GIOVANI O ASPIRANTI ARTISTI?
L'importante è non fermarsi mai. Inoltre, consiglio vivamente di leggere How to Be an Artist di Jerry Saltz.

May Kim, alias Gucci May, è un'artista multidisciplinare di Los Angeles (California). Spesso ispirata da persone e conversazioni, canalizza questi incontri in opere di arte digitale. Essendo una persona sostanzialmente timida, per esprimere la sua personalità e le sue idee preferisce utilizzare l’arte invece che le parole. Per questo progetto ha creato una serie di animazioni all'interno di un cortometraggio.

DA QUANTO TEMPO CREI ARTE 3D? HAI UNA FORMAZIONE IN QUESTO CAMPO O SEI AUTODIDATTA?
Ho iniziato a lavorare con programmi 3D nel 2018 durante un progetto editoriale di moda per Dazed & Confused Korea. Fortunatamente ho avuto un po' di tempo per imparare alcuni software 3D su YouTube, quindi la maggior parte dei progetti li ho realizzati da sola senza alcuna formazione professionale.

UTILIZZI UNO STRUMENTO, UN PROCESSO O UN SOFTWARE SPECIFICO PER CREARE I TUOI LAVORI?
Uso principalmente Cinema 4D con Octane Renderer, che trovo il più facile da usare. A volte lavoro con altri artisti utilizzando Blender, che consente di creare animazioni e simulazioni.

DA COSA TRAI ISPIRAZIONE PER LE TUE NUOVE CREAZIONI?
Mi piace moltissimo la cultura dei meme. Ormai è un po' che si utilizzano, ma trovo interessante che millennials e Gen Z parlino di importanti argomenti socio-politici attraverso immagini frivole e divertenti. Traggo grande ispirazione anche dalle vicissitudini della mia vita privata. Vorrei che le mie opere suscitassero una reazione nelle persone, spingendole a riflettere su loro stesse.

IN GENERE QUANTO TEMPO IMPIEGHI PER CREARE UN'ANIMAZIONE?
Lavorare su opere grafiche può richiedere pochi giorni come mesi, a seconda della complessità del progetto.

QUALCHE CONSIGLIO PER GIOVANI O ASPIRANTI ARTISTI?
Non abbiate paura del giudizio degli altri! Quando ho iniziato la mia pratica artistica, mi preoccupavo troppo delle opinioni altrui. Siate sinceri e apritevi totalmente agli altri, senza alcun filtro.

Maomao è un regista indipendente e fotografo Vans di Shanghai (Cina). Amante dell’analogico, preferisce girare su pellicola appena ne ha la possibilità. Per questo progetto, ha realizzato una sorta di guida di stile 'How To' per i videomaker di skate.

COSA TI HA SPINTO A CREARE UN VIDEO 'HOW TO'?
Sebbene il cortometraggio possa sembrare una guida 'How To', in realtà è la voce interiore di un fotografo di skateboard. Lo skateboard è diventato uno sport unico e affascinante, e questo non sarebbe stato possibile senza l'aiuto di attenti fotografi che lavorano nell’ombra. Lo skateboard sembra facile ed elegante, ma solo perché negli anni gli skater e i fotografi hanno affinato sempre di più la propria tecnica. Fare il fotografo di skate è molto difficile ma allo stesso tempo divertente e appagante. Quindi ho deciso di realizzare questa videoguida per mostrare il mio rapporto con gli skater e le sensazioni che provo quando giro.

QUANDO FILMI I TUOI AMICI SKATER SUCCEDONO SEMPRE UN SACCO DI COSE. HAI UNA STORIA DIVERTENTE O BIZZARRA DA RACCONTARCI?
Quello che trovo più interessante è che ogni volta che riprendo un'azione, o un percorso, tutti sanno che gli skater hanno bisogno di riscaldarsi per dare il massimo. Ma anche i fotografi hanno bisogno di riscaldarsi, provando diverse inquadrature per immortalare le performance degli skater nel miglior modo possibile. Per questo noi fotografi chiediamo spesso di riprovare più e più volte la stessa scena, perché vogliamo essere sicuri di dare il massimo.

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